Il 30 luglio, di prima mattina, un taglio del nastro atteso da anni: con l'apertura del tratto tra Fontanazzo e Penia, la Ciclovia delle Valli di Fiemme e Fassa è completa. Oggi si può partire da Molina di Fiemme e arrivare all'ultimo abitato della valle, ai piedi della Marmolada, pedalando in sicurezza per 48,3 chilometri: il nuovo segmento, lungo circa 6,5 chilometri, ha esteso il percorso complessivo collegando in modo continuo gli abitati di Fontanazzo, Campitello di Fassa, Canazei, Alba e Penia. La voce del Trentino
Il tracciato corre in prevalenza lungo la sponda destra dell'Avisio. I lavori hanno portato con sé due nuovi ponti, sul rio Duron e sul rio Antermont, attraversamenti rialzati nei tratti urbani per la sicurezza di chi pedala e cammina, e un nuovo campo da gioco polivalente nell'area sportiva di Gries.
C'è poi un dettaglio che racconta bene la logica dell'opera: d'inverno il percorso faciliterà l'allestimento del tracciato della Marcialonga e, nei periodi di chiusura delle ciclabili in quota, potrà essere battuto per lo sci di fondo. Un'infrastruttura pensata per non fermarsi mai, in una valle che da tempo lavora per distribuire il proprio turismo su dodici mesi.
I numeri spiegano perché la Provincia abbia scelto di investire qui. Il solo contabici di Pera di Fassa ha registrato quasi 220mila passaggi nel 2025, mentre l'intera rete cicloviaria trentina, composta da oltre 500 chilometri, nello stesso anno ne ha contati più di 3 milioni. E il progetto guarda lontano: l'intenzione dichiarata è estendere i collegamenti verso il Garda e la Vallagarina, con le bike lane che già oggi permettono di salire in sicurezza ai passi Sella e Pordoi e i Mondiali di ciclismo del 2031 all'orizzonte.
Perché è una notizia anche per il mercato immobiliare
Chi si occupa di case in montagna ha sempre misurato il valore di un immobile in metri dagli impianti di risalita. Quella distanza resta decisiva, ma non è più l'unica. Le infrastrutture estive stanno diventando una variabile altrettanto concreta: allungano la stagione, e una stagione più lunga significa più settimane di locazione, più domanda, più liquidità per chi un giorno vorrà rivendere.
La ciclovia tocca esattamente i paesi in cui questo ragionamento pesa di più. Un appartamento a Campitello, a Canazei o ad Alba oggi offre qualcosa che prima andava spiegato e adesso si vede: si esce di casa, si sale in sella e si raggiunge tutta la valle, fino a Moena e oltre, senza toccare l'auto. Per una famiglia in vacanza è libertà. Per chi in valle vive e lavora è mobilità quotidiana, visto che il percorso serve anche gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro.
E poi c'è Penia. Il capolinea. La frazione più raccolta di Canazei, quella che finora si sceglieva per la quiete accettando di restare un po' fuori da tutto, è ora collegata al resto della valle da un nastro continuo di 48 chilometri. Quando un'infrastruttura pubblica raggiunge un luogo, il mercato prima o poi se ne accorge. È successo ovunque, e non si vede perché qui debba andare diversamente.
Il mattone di montagna premia i territori che investono su sé stessi. La Val di Fassa lo sta facendo, con costanza e con una direzione chiara. Per chi possiede un immobile in valle è una conferma. Per chi sta valutando di comprarlo, un elemento in più da mettere sul tavolo. I 48 chilometri inaugurati a fine luglio sono anche questo: la misura di quanto questa valle creda nel proprio futuro.